Sono trascorse più di due settimane dall’ultimo aggiornamento su questo mio diario ma ho avuto i miei buoni motivi.

Mi trovo ancora a Kathmandu, in questo periodo ho “lottato” con tutte le mie energie per riuscire ad ottenere l’importante visto India. Lo so potrà sembrare assurdo essere costretti ad aspettare quasi venti giorni un banalissimo visto di tre mesi, però le autorità indiane sono molto restrittive e hanno i loro tempi a volte biblici, ma come sempre ciò che conta è il risultato finale. Hanno cercato di scoraggiarmi in tutti i modi, ma alla fine, chi la dura la vince!

Questo il resoconto dei cinque “incontri ravvicinati” con le autorità indiane qui a Kathmandu:

è martedì 29 ottobre quando mi dirigo con il mio bel passaporto e un fresco visto Nepal appena fatto, presso il consolato indiano a Kathmandu accanto all’ambasciata indiana. Dopo tre ore e mezza di coda chiedo come procedere per la richiesta del visto. Guardano in modo scettico questo mio passaporto verde con la scritta “PASSAPORTO TEMPORANEO”, ma non dicono nulla a riguardo. Mi danno appuntamento a domani con tutte gli incartamenti richiesti (un bel plico). Nel pomeriggio stesso svolgo tutte le pratiche e la mattina del 30 ottobre mi faccio ritrovare lì pronto con tutto il materiale in mano. Dopo le consuete ore di attesa arriva il mio turno. L’addetto ritira la documentazione, la controlla e mi ridà appuntamento al giorno 6 novembre per il ritiro del visto. Il 6 mattina sempre preciso, mi faccio trovare nuovamente davanti allo sportello questa volta dopo quattro lunghe ore in fila. In cinque secondi l’addetto indiano mi liquida comunicandomi di tornare dopodomani, l’8 novembre. Chiedo il motivo e rispondendomi in modo frettoloso mi dice che le autorità indiane devono chiarire la mia posizione con le autorità italiane. Praticamente mi sta dicendo tutto e niente. Mando giù il rospo ripresentandomi il giorno prefissato. Purtroppo, ecco la fotocopia di due giorni prima. Solita fila e solita risposta liquidatoria: torna il 12! Ripongo la domanda del perché e anche la risposta rimane invariata. Quando ho percepito il reale rischio di non ottenere il visto essendo costretto quindi a rientrare in Italia, ho inizio a fare delle telefonate a contatti che ho qui in Nepal e al Consolato Italiano a Calcutta. Questa volta torno la mattina del 12 forte per la mail personale che il console italiano ha inviato direttamente all’ambasciatore indiano a Kathmandu chiedendo di fare chiarezza su questo stallo e sul motivo per cui non mi abbiano ancora rilasciato il visto. Ecco che, come per magia, mi ridanno appuntamento al giorno dopo, il 13 (cioè oggi) alle ore 5:00 pm per ritirare il tanto sudato visto. Tutto il mondo è paese amici miei!! Oggi puntuale ritiro il mio passaporto con annesso visto India della durata di 3 mesi. Questo il resoconto per l’ottenimento di un visto per entrare in India essendo in possesso di un passaporto temporaneo valido ovunque nel mondo e con validità un anno. Pazzesco!

Oltre alle frustranti lotte burocratiche, qui a Kathmandu mi sono realmente ambientato, ho fatto molti amici e conosciuto molte persone di ogni razza e nazionalità. Oramai giro per questa città come fosse la mia. Essendomi totalmente integrato… mi sono abituato ai clacson che vengono suonati h.24 quasi ogni secondo, ai mendicanti che continuano a chiedere elemosina ad ogni angolo, alle pressanti offerte di droga da parte di mille ragazzi lungo le strade, ai taxisti che ogni attimo rallentano per chiedermi se voglio salire facendomi un report sulle loro mega offerte… ai cani randagi, alle strette di mano con un’infinità di persone che spesso neanche conosco, ai risciò spinti dalle gambe di assurdi nepalesi, al riso condito dalle più svariate varietà di spezie, alla moltitudine di personaggi bizzarri ed eccentrici, alle persone estremamente amichevoli che non dimenticherò mai… insomma, tutto questo si riassume in un’unica parola: KATHMANDU.

Attualmente qui in Nepal è periodo elettorale e le strade sono pattugliate giorno e notte da militari in antisommossa ben armati, perché qui la gente non si limita a slogan usando bandiere, qui sparano. Sparano per le strade, fanno esplodere bombe… insomma il clima è abbastanza teso motivo in più per il quale dovrò mantenere un’altissima soglia di attenzione dal momento in cui tra pochissimi giorni partirò. Oltretutto le zone sud, quelle al confine con l’India sono le più sensibili. Sono comunque sempre molto carico ed estremamente motivato spinto da un entusiasmo particolare dopo tutti questi giorni di “sosta forzata”. Ho sete di avventura e voglia di scoprire luoghi affascinanti che caratterizzano il Nepal e l’India.

Le foto qui sotto riassumono la Kathmandu “di strada”, quella che più amo.

 

A prestissimo amici miei,

Danilo

 

 

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