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07.12.2018 / ANTARCTICA EXTREME

Danilo ha inviato questa email che spiega e racconta le difficoltà incontrate lungo il cammino verso il Polo Sud Geografico e la sua scelta di concentrarsi sulla scalata al monte Vinson, quarta delle sue 7 Summits e fulcro dell’intero progetto.

“Così come la vita, anche l’avventura è fatta di scelte, di numeri e di una parte imponderabile resa da quest’ultima attraente e straordinaria.
Per raggiungere il Polo Sud Geografico avrei dovuto coprire un certo numero di chilometri in un certo numero di giorni, avendo con me un numero di chilogrammi di cibo calcolato su una base teorica di un ipotetico consumo di un numero di calorie giornaliere e un numero di litri di benzina per sciogliere la neve e quindi bere e mangiare. Tutti questi sono numeri decisi da scelte, ma ecco che arriva l’imponderabile, l’incalcolabile.
Ho superato a fatica i forti venti catabatici iniziali associati a temperature glaciali, sono andato oltre superando intere e lunghissime giornate di white out dove per procedere ero costretto a fissare per oltre dodici ore consecutive al giorno i miei sci e frequentemente anche la bussola per non perdere la direzione dato che il bianco della neve faceva un tutt’uno con il bianco del cielo dandomi una visibilità nulla (si può dire a qualche metro se era tanto) creando disorientamento, visioni e a tratti un forte senso di vomito ma, ritrovarmi a trainare una pesante slitta su neve farinosa a volte perfino umida dove gli sci sprofondano per oltre trenta centimetri, questo no, questo mi ha colto di sorpresa consapevole del fatto che arrivato a quel punto, la parte più dura l’avevo lasciata alle mie spalle. Gli ultimi tredici lunghi giorni di questo quasi mese e mezzo di traversata, mi hanno reso la vita impossibile. Trainare una slitta in queste condizioni, spesso senza vedere oltre una manciata di metri facendomi consumare un numero esagerato di energie, quindi di cibo, rallentando drasticamente la mia marcia, mi hanno costretto a prendere la decisione più logica per garantirmi la possibilità di continuare l’avventura scalando la montagna più alta d’Antartide, quarta delle mie 7 Summits e fulcro dell’intero progetto. Il rischio di arrivare troppo tardi al Polo o di non arrivarci nemmeno nei tempi da me calcolati, avrebbe, ogni giorni di più, alzato il rischio di non avere la possibilità di tentare la salita al Vinson. Per questi motivi, arrivato quasi a metà strada, rinuncio al primo dei tre obiettivi. Vedetela come una scelta logica o come una scelta strategica, potete criticarmi o darmi atto, ma l’unica cosa che conta veramente é questa scelta l’ho presa con il sorriso, con il solito sorriso che mi porta ogni giorno ad affrontare la vita ed oltre a ritenerla una grande forma di libertà è stata un’esperienza che mi ha dato moltissimo sia dal punto di vista personale che da quello professionale. Come dice un antico proverbio indiano “Quando soffia la bufera, l’albero deve piegarsi o verrà strappato alle radici”.
Mi sento estremamente fortunato, sto vivendo un’avventura, per me, senza precedenti e ora mi aspetterà un lungo volo in caduta libera e una scalata ad un colosso di neve e ghiaccio che domina maestoso quest’intero Continente bianco.
Un abbraccio a tutti,
Danilo”

Il Team di Danilo

3 commenti su “Antarctica – Diario 4

  • Liberato Mongillo ha detto:

    Grandissimo Danilo. Sono un appassionato ma posso solo vagamente immaginare le difficoltà e la fatica. Tiferò per Te e sono certo che riuscirai nell’impresa del Vinson. Un carissimo saluto. Liberato Mongillo

  • GUIDO D'ALESSANDRO ha detto:

    sei un grande

  • Emanuele Feruglio ha detto:

    MAI STRAK!!!

  • I commenti sono chiusi.

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