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Kathmandu, 18 novembre – Danilo Callegari è partito ieri per la seconda parte della sua impresa: collegare Kathmandu (Nepal) a Kanyakumary (India) in bicicletta, percorrendo un totale di 4.500 km in 70 giorni.
Danilo era partito il 3 settembre per una ambiziosa avventura: raggiungere la vetta dello Shisha Pangma (8.027 m, Himalaya, Tibet) in completo stile alpino, senza avvalersi di ossigeno supplementare, di portatori d’alta quota, né di corde fisse, per poi percorrere in bici i 4500 km che separano la catena Himalayana da Kanyakumary, all’estremo sud dell’India. Nel corso della sua permanenza in Tibet, Danilo è salito e sceso sullo Shisha Pangma per ben cinque volte: per montare il DC (Campo Deposito) a circa 6.000 metri sulla morena che anticipa l’Ice Fall; per allestire Campo 1 a 6.380 m, dove ha riposto gran parte dei materiali; per montare Campo 2 a 6.950 m, dove ha anche trascorso una notte e perfezionato il suo acclimatamento.
A questo punto ha tentato per ben due volte a distanza di pochi giorni di raggiungere la vetta, ma è stato costretto a rinunciare a causa delle pessime condizioni metereologiche e della neve lungo la via. Nel corso dell’ultimo tentativo, l’alto numero di valanghe (ne ha contato ben 19 in una sola mattinata a Campo 1) e una pericolosa caduta dentro ad un profondo crepaccio mentre era in marcia verso Campo 2, l’hanno convinto a tornare indietro senza nemmeno riuscire a ritornare a Campo 2, tanto la situazione si era fatta pericolosa.

Al rientro a Kathmandu ha dovuto fare un’interminabile trafila burocratica per ottenere un nuovo visto indiano (dato che il suo era rimasto al Campo 2) che l’ha costretto ad una pausa forzata di circa venti giorni nella capitale. Con in mano un nuovo visto per l’India di 3 mesi, ieri Danilo ha iniziato il secondo capitolo della sua avventura: attraversare tutta l’India in sella alla sua bicicletta fino a raggiungere Kanyakumary, il punto più a sud del paese dove il mare del Bengala, l’Oceano Indiano e il mare Arabico si incrociano.
La partenza di Danilo avviene in un momento di particolare tensione in Nepal. Infatti a pochi giorni dalle elezioni politiche, si moltiplicano i disordini e gli episodi di violenza e le strade del paese sono pattugliate da militari armati.
Danilo uscirà dalla capitale andando in direzione sud, per poi svoltare a ovest e raggiugere il Parco Nazionale del Chitwan. Superata la foresta del Chitwan, dove vivono tante specie di animali tra i quali elefanti, rinoceronti, scimmie e tigri, si dirigerà verso sud per raggiungere il confine con l’India.

Una volta in India, percorrerà in direzione ovest più di mille chilometri, attraverso le fertili pianure tra i fiumi sacri, passando per Agra, fino a raggiungere il lontano e remoto deserto indiano del Thar a confine con il Pakistan. Attraverserà tutto il deserto e passerà per la città di Jaisalmer, affrontando l’isolamento e le forti escursioni termiche tipiche delle zone desertiche. Lasciatosi alle spalle il deserto, raggiungerà la famosa “west cost” indiana, la lunghissima costa affacciata sull’Oceano Indiano viaggiando lungo la strada parallela al mare. Passerà attraverso la grandissima e caotica città di Mumbay e l’esotica Goa più a sud, dove è prevista una tappa di un paio di giorni per recuperare le forze in previsione dell’ultimo scatto di oltre 1.000 chilometri verso la meta finale: Kanyakumary.

6.380 m tenda a Campo1. La mattina del secondo e ultimo tentativo alla cima

6.380 m tenda a Campo1. La mattina del secondo e ultimo tentativo alla cima

6000 m Sosta alla fine del Icefall

6000 m Sosta alla fine dell’Icefall

ABC 5.600 m controllando i livelli delle batterie mentre il pannello solare le ricarica

ABC 5.600 m controllando i livelli delle batterie mentre il pannello solare le ricarica

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