Cari amici vi scrivo dopo quasi una settimana passata a Punta Arenas per aggiornarvi sul lavoro svolto in questi giorni e sulla situazione attuale… le problematiche logistico/burocratiche si stanno piano piano risolvendo.

Grazie all’amico Ricardo, ufficiale di marina in pensione, sono riuscito a sdoganare il mio kayak senza particolari problemi. Dopo averlo portato a casa sua l’abbiamo aperto dall’imballo e ho potuto fortunatamente constatare che non è stato arrecato alcun danno, neanche un graffio. Punto uno risolto nel migliore dei modi.

Il punto due, cioè l’ottenimento del permesso di navigazione in acque cilene da parte dell’Armada (Marina Militare Cilena) è praticamente quasi nelle mie mani. Ho trovato tutto il personale della marina militare molto cordiale e disponibile nei miei confronti. Ieri un suo ispettore dedicato ai controlli di mezzi e attrezzature di soccorso è passato ad ispezionare tutto il mio equipaggiamento, abbiamo delineato punti di contatto radio, fari attivi lungo lo stretto, percorso previsto per questo mio viaggio, scambio di numeri satellitari ed infine convenzionato il modo di un eventuale recupero in elicottero/nave.

Il punto successivo, il punto tre è in fase di risoluzione. Mi riferisco al mezzo che dovrà portarmi al punto di partenza, ovvero a Capo Pilar/Capo Deseado… imbocco principale dello Stretto di Magellano sull’oceano Pacifico. Essendo questa una delle zona più impervie, difficili e pericolose di tutto il Sud America e forse anche dell’intero Pianeta, fatico a trovare persone disposte a mettere a repentaglio la propria vita e i propri mezzi per portare me con tutto il mio equipaggiamento in quel punto remoto.
Le ipotesi più plausibili sono due:
– una società che dirige e gestisce rimorchiatori addetti al “traino” delle grandi navi
– una società proprietaria di elicotteri

Un rimorchiatore sarebbe uno dei pochi mezzi navali in grado di poter affrontare con relativa sicurezza quel tratto di mare contro corrente, contro onda e contro vento… unico problema è che non so precisamente quando partirà. Due grandi petroliere sono attualmente ferme, bloccate all’altezza del Paso Tortuoso vicino all’Isla Carlos III perché impossibilitate a proseguire per uscire sul Pacifico causa maltempo che imperversa ormai da diversi giorni su tutta l’area con venti di 150/160 km/h e onde dai 5 ai 6 metri di altezza.

La soluzione aerea sarebbe la migliore, in circa due ore di volo in elicottero raggiungerei il mio punto ma anche qui dipenderà molto dalla condizione meteorologica e da voli già programmati, fungendo quindi da “passeggero”. L’elicottero atterrerebbe sulla ZAE (zona atterraggio elicotteri) presso il Faro Felix quindi a 25 miglia a sud-est rispetto il mio punto… ovviamente la mia richiesta è stata precisa: raggiungere il Pacifico. Raggiungendo Capo Pilar, dovrei verricellarmi (calarmi dall’elicottero utilizzando un cavo d’acciaio) e calare tutto il materiale, kayak compreso perché quella zona montuosa, esposta a venti fortissimi renderebbe l’atterraggio estremamente pericoloso. L’elicottero rimarrebbe quindi in hovering durante il mio rilascio.

Rimango quindi inattesa di un miglioramento climatico e di un mezzo che mi porti fin laggiù quanto prima.

Nel frattempo, tra un contatto e l’altro, sono stato intervistato ad un talk show presso una Radio/TV di Punta Arenas interessata ed incuriosita da questa mia avventura attraverso Magellano. Auguro a tutti voi un buon primo maggio.

Un abbraccio,
Danilo

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