Base Camp – 4.829 mt.

N 28*35’390″

E 084*35’560″

 

Sono passati ormai dieci giorni dall’ultima volta che vi ho aggiornati miei cari amici, ma prima di raccontarvi come li ho passati, vi voglio comunicare che mi sento bene sia fisicamente che psicologicamente e che l’altro ieri, nel tardo pomeriggio, con un meteo troppo clemente, ho finalmente raggiunto il Campo Base (BC) del Manaslu a 4.829 mt. di altitudine sul versante est con una vista spettacolare (solo in serata quando le nuvole hanno deciso di lasciare spazio al sereno per qualche minuto) sul Pinnacolo Est, punta rocciosa accanto all’affilata vetta del Manaslu.

Dopo quasi dodici ore su un fuoristrada attraverso strade pazzesche, fangose e con strapiombi vertiginosi da un lato e altissime pareti rocciose dall’altro, ho raggiunto il villaggio di Dharapani. Da questo punto, la mattina seguente ho iniziato il lungo ed impegnativo trekking che mi ha portato fin qui. Durante i primi tre giorni ho avuto parecchie difficoltà fisiche a causa di un forte virus influenzale il quale mi debilitato totalmente, mettendo così ulteriormente alla prova la mia resistenza.

Vomito, febbre alta, dolori in ogni parte del corpo, forti fitte allo stomaco, la testa che sembrava esplodere da un momento all’altro e per concludere, numerose scariche di diarrea. Privo di medicinale in quanto l’intera mia scorta era rimasta sui bidoni che avrei, solo successivamente, ritrovato al Campo Base. Ho stretto i denti, procedendo ad un ritmo molto lento. Accusavo ovviamente lo sbalzo di quota, il terreno era fangoso in un continuo salire e scendere dentro una foresta fittissima. Il maltempo lasciava di rado lo spazio a qualche sprazzo di sereno.

Di villaggio in villaggio ho “combattuto” questi miei problemi bevendo molta acqua, mangiando aglio e zenzero che trovavo lungo il percorso ed inoltre, un gran lavoro mentale di concentrazione mi ha aiutato a togliermi di dosso questa “rogna” alla fine del terzo giorno e di lì in poi, ho spinto come un treno attraversando il Larkya Pass a 5.160 mt. ad un ritmo molto sostenuto rispondendo così in modo eccellente all’elevata quota, continuando fino al raggiungimento del primo importante step di questa salita: il BC.

Ora mi trovo seduto all’interno della tenda da campo installata dall’agenzia che si occupa della gestione della mia logistica a Campo Base mentre dal cielo cade pioggia mista neve in un’umidità che entra, gelida, fin dentro le ossa e non solo, con questo meteo fatico a ricaricare le batterie della strumentazione elettronica che con il freddo è messa a dura prova. Resterò fermo al BC fino a domattina per migliorare l’acclimatamento. Calcolo di salire fino a C1 a 5.700 mt. domani, dove piazzerò la tenda e passerò due notti. Nel frattempo sto ingerendo svariati litri di liquidi, mi alimento al meglio e attendo la preghiera del Lama di fronte allo Stupa come buon augurio affinché questa Grande Montagna non mi trattenga per l’eternità.

Al Campo Base la situazione è quasi paradossale, svariate le spedizioni commerciali che hanno invaso la montagna quest’anno. Moltissimi cinesi e coreani oltre ad una numerosa spedizione internazionale. Si contano circa 200 persone compresi sherpa e guide. Qui il campo sono l’unico che saliró questa montagna da solo, senza guide, senza sherpa e senza bombole d’ossigeno. Motivo in più per decidere al meglio quando salire per evitare di trovarmi nel mezzo di una moltitudine di “non-alpinisti” armati di maschere attaccate a vistose bombole d’ossigeno trainati da forti sherpa carichi all’inverosimile.

Un pensiero è andato, con una preghiera ieri e andrà per tutta la salita, a quegli alpinisti morti nella tragedia del 2012 avvenuta proprio qui, sulla “Montagna dello Spirito”.

 

Un grandissimo saluto a tutti voi dal Base Camp del Manaslu,

Danilo

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